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Perché la psicologia non può essere concepita al di fuori della relazione:
prospettiva dalla comunità del Sud Africa
Mi chiamo Connie Mosome, vengo dal Sud Africa. Proverò ad esprimere qui alcuni elementi – comuni alle diverse culture africane – che portano all’autorealizzazione.
Nel processo di autorealizzazione la persona sviluppa una sempre più profonda comprensione di sé e degli altri. Si può dire in altre parole che la persona diventa consapevole di se stessa in quanto essere umano degno di essere riconosciuto. Inoltre, la persona è sempre più orientata alla realizzazione del suo disegno esistenziale, che nel contesto africano è tracciato anche dalle comunità presenti e passate di cui l’individuo ha fatto parte, dagli dei, dagli altri. L’autorealizzazione è un processo cruciale nella propria vita, poiché è il punto che illuminerà l’intera coscienza dell’individuo e lo innalzerà ai più alti livelli di sviluppo per lui possibili. Da questo punto di vista, l’autorealizzazione è un potenziale di crescita, per far sì che la persona sia facilitata nello scegliere e nell’attuare ciò che è degno dell’umanità. Attraverso questo essenziale processo di autosviluppo la persona è sempre più consapevole del “raggio” che il sole di Dio ha pensato per attualizzarla nel mondo. È un percorso che può essere paragonato ad un costante processo di raffinazione durante il quale emergono caratteristiche personali positive e uniche. È un risultato che si raggiunge contribuendo in prima persona con valori positivi alla vita e alla storia della comunità (onestà, benevolenza, lealtà...), e combattendo i valori inaccettabili per l’umanità.
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Il cuore, l´essenza del mio essere psicologa?
Un massimo rispetto verso l´essere dell`altro che mi sta di fronte.
Partendo da un punto analitico: voglio dunque rispettare la sua ansia di difendere il suo nucleo più intimo, ultima sicurezza, ultimo possesso, spesso ultima garanzia per essere vivi al sicuro. Ciò significa a livello tecnico che non voglio “spezzare” o “superare” la sua difesa, la sua resistenza. Ma che voglio comunicare di comprendere profondamente questa ansia. Di comprendere e di com-prendere. Prendo via la sua ansia – in parte e questo fa crescere fiducia.
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moderatore della tavola rotonda.
Introduzione
La psicologia non può essere concepita al di fuori della relazione. In questa Tavola rotonda abbiamo la possibilità di confrontarci tra persone provenienti da diverse parti del mondo.
Può essere una opportunità per dare voce alle differenze delle nostre esperienze, ma anche la possibilità di una composizione in unità per ciò che costruisce il "cuore" del nostro lavorare attraverso gli strumenti della psicologia.
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Catholic University of Lublin
1. Il “cuore” della psicologia
Penso che il cuore della psicologia sia negli obiettivi teorici e pratici che questa disciplina si pone. La psicologia aspira ad aiutare le persone:
-nel realizzare se stessi, nei termini della loro definizione e valutazione di se stessi e delle loro relazioni con l’ambiente fisico e sociale;
-nel divenire esseri “più umani” nei rapporti con gli altri, cioè più amichevoli, più benevoli, più aperti, più fiduciosi, più orientati alla cooperazione;
-nel reagire allo stress, sia quello derivante da attività quotidiane sia quello proveniente da eventi estremi;
-nello scoprire i loro bisogni essenziali, i loro desideri, gli obiettivi e il senso della loro esistenza.
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Psychologist, Bellevue Hospital, New York City Faculty, New York University School of Medicine
Thank you for the opportunity to speak very briefly today about what I think is of central importance to psychologists in the United States.
As you know, citizens of the United States come from every country in the world. There are literally hundreds of languages spoken in our country. So, obviously, there is not one point of view about psychology. I can speak only as an individual.
I am a psychoanalyst, who works in the oldest public, charitable hospital in the United States. Our patients are the very poor; legal and illegal immigrants; and prisoners. You might ask yourself, do psychoanalysts in New York City really work with the poor, the immigrants, the prisoners? Isn’t psychoanalysis just for the rich?
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La psicologia non può essere concepita al di fuori della relazione…
Faccio SOLO una riflessione come chi parla a voce alta, o meglio ancora come chi parla con degli amici, non dunque con aspetti di sistematicità, né rigore scientifico. La faccio a nome della mia storia personale, del mio contesto (latinoamericano) e del mio mondo più mio che è questo “continente” di Chiara Lubich.
Avevo 17 anni e mi trovavo davanti alla terza parte di una dura prova per riuscire ad entrare ad studiare in una delle Facoltà di Psicologia più importanti del mio paese. Davanti alla domanda di perché desideravo diventare psicologa, con chiarezza ho risposto: “oggi il dramma dell’uomo non è la malattia fisica, ma la solitudine”. Pure io mi sorpresi di quella risposta non certo prefabbricata. Avevo trovato due anni prima il Movimento dei Focolari, ma non ero ancora in condizioni di collegare, a livello di pensiero, queste aspirazioni con le principali intuizioni di Chiara Lubich. Con gli anni capii che in quell’amore per la solitudine altrui -che includeva anche la mia propria- c’era l’icona del grido di un Dio sulla croce che urlando l’abbandono si fecce vicino al dramma umano. Capì che l’assenza di relazione diviene inferno, sintomo, disagio; mentre trovavo nella mediazione psicologica professionale lo strumento per ricongiungere l’uomo accanto all’uomo, nel vero e unico luogo della sua umanizzazione. Il mio percorrere la professione prima, e poi iniziare nel campo della ricerca, trovarono e trovano in quel grido un pozzo senza fine.
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