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Il dono nel tempo della crisi

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Foto di Prashant Sharma da Pixabay

Lo stile educativo è la modalità con cui i genitori entrano in relazione con i figli ed il modo in cui esercitano la propria autorità. Ne esistono diversi

Marika s’interroga su quale stile educativo adottare perché da fine febbraio sta lavorando senza sosta in modalità smart working. Parallelamente deve gestire i suoi due figli piccoli che, con tante rinnovate energie, si trovano a loro volta, a far fronte ad un lunghissimo periodo senza scuola e senza un confronto con i pari. Anche ora che l’isolamento comincia a ridursi e la possibilità di fare passeggiate aumenta, le scuole restano chiuse e le regole per i bambini sembrano continuare a moltiplicarsi: «Non avvicinarti troppo a quell’amichetto», «metti la mascherina», «lava le mani», e così via. La sera Marika è letteralmente sfinita. L’aiuto della nonna è importante ma risulta insufficiente nel gestire casa, lavoro, e due bimbi molto vivaci. Spesso la pazienza si esaurisce e soprattutto nel momento della nanna, minacce ed urla la fanno da padrone. Come fare quindi a reggere in tale circostanze? Quale stile educativo adottare?

Lo stile educativo è la modalità con cui i genitori entrano in relazione con i figli ed il modo in cui esercitano la propria autorità. Tale stile influenza lo sviluppo sociale dei figli ed a sua volta viene influenzato sia da caratteristiche individuali di genitori e figli sia dal contesto sociale di riferimento. Per semplificare potremmo dire che le caratteristiche che definiscono uno stile educativo sono essenzialmente due: il controllo e il supporto. Il controllo è la capacità dei genitori di esercitare la funzione del limite verso i comportamenti dei propri figli attraverso indicazioni e regole, aiutandoli ad integrarsi all’interno della società. Il sostegno, invece, comprende tutte quelle azioni finalizzate a favorire lo sviluppo emotivo dei bambini, attraverso espressioni di affetto, calore e disponibilità verso i bisogni del figlio.

Il risultato della combinazione tra questi due aspetti da’ vita a stili educativi diversi:

  • Stile autoritario. Questo stile è caratterizzato tendenzialmente da un alto controllo e da un basso supporto. Il genitore che utilizza questo stile sarà un genitore che impone regole rigide senza fornire spiegazioniRaramente loda e apprezza quello che fa il figlio e più facilmente, invece, esprime giudizi. Inoltre, di solito, si tratta di genitori poco empatici ed affettuosi. I figli che ricevono questa educazione potrebbero sviluppare una bassa autostima con una conseguente mancanza di iniziativa sociale, stati ansiosi ed a volte anche comportamenti aggressivi.
  • Stile trascurante. Nello stile trascurante vi è la presenza di un basso controllo ed un basso supporto. Il genitore tende ad evitare la comunicazione con il figlio e non è interessato alle sue attività. In generale non mostra coinvolgimento nella vita del figlio, né ne indirizza le scelte o ne controlla il comportamento. Il figlio cresciuto all’interno di questo sistema educativo può sviluppare uno scarso controllo degli impulsi e delle emozioni. Può avere una carenza di interessi, una scarsa capacità di concentrazione e non riuscire a perseguire degli obbiettivi.
  • Stile permissivo. Lo stile permissivo è caratterizzato da un basso controllo e da un alto supporto. I genitori che utilizzano questo stile, infatti, tendono a soddisfare ogni desiderio del bambino e ad essere molto attenti ai suoi bisogni affettivi senza però richiedere mai nulla. Impongono poche regole che puntualmente non riescono a far rispettare. I bambini che crescono all’interno di questo stile educativo possono strutturare una scarsa fiducia in loro stessi, sono spesso carenti nell’autocontrollo e nel senso di responsabilità, hanno pochi obbiettivi nella vita che fanno fatica a perseguire e possono sentirsi privi di sostegno nei momenti di difficoltà.
  • Stile autorevole. Il genitore autorevole è, invece, un genitore che ha ben chiaro il tipo di disciplina che vuole impartire ai figli. Riesce a stabilire delle regole chiare ma non rigide ed a farle rispettare con coerenza, spiegando anche la motivazione alla base delle stesse. Allo stesso tempo incoraggia lo spirito di iniziativa dei figli, li sostiene emotivamente condividendone gioie e dolori e manifestando fiducia nelle loro potenzialità. In questo contesto, di solito, i figli tendono a crescere indipendenti e ad avere una buona autostima, sviluppando senso critico e fiducia in sé stessi.

Nella quotidianità ovviamente non esiste nessuno che applichi uno stile educativo puro, ma da quanto detto, appare evidente quanto uno stile genitoriale autorevole possa essere generalmente il più adatto da utilizzare. Non è sempre facile però, e come abbiamo visto anche nella storia di Marika, spesso particolari situazioni di stress possono far vacillare e far commettere degli errori. In questo periodo di distanziamento sociale potrebbe risultare utile stabilire, in accordo con tutti gli adulti di riferimento del bambino per evitare messaggi contraddittori che generano confusione, poche chiare regole, e soprattutto cercare di farle rispettare. Chiedersi quindi: quali e quante regole voglio stabilire? Sono indispensabili? Ho gli strumenti al momento per farle rispettare? Riempire di regole che poi puntualmente non vengono rispettate dal bambino dà solo un senso di profonda inutilità di quanto gli viene detto, facendogli sperimentare una scarsa efficacia del mondo adulto che lo circonda che invece di contenerlo e rassicurarlo si trova in balìa dei suoi desideri. Inoltre potrebbe risultare utile spiegare quanto sta accadendo, rispondere con chiarezza e semplicità alle tante domande che un bambino potrà porci, sostenendo con affetto ed empatia eventuali paure e disagi. Ed ancora potrebbe essere utile conservare una routine quotidiana di attività chiara e stabile che possa far sperimentare al bambino ordine e sicurezza anche laddove non ci sia più la scuola, la palestra e così via.

Il delicato periodo che stiamo attraversando e in generale particolari situazioni di stress possono far commettere errori anche al genitore più attento e armato delle migliori intenzioni. È importante in questi casi non scoraggiarsi. Come affermava Daniel Sternla vera bravura del genitore non consiste nel non compiere errori ma nel saperli riconoscere, nel chiedere scusa e nel cercare di fare sempre meglio.

FONTE: CITTÀ NUOVA

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